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Dottoressa Cristina Bigelli

Medico Otorinolaringoiatra

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L’esame endoscopico rino-faringo-laringeo è un’indagine condotta con ausilio di una fibra ottica ed offre una valutazione complementare alla visita otorinolaringoiatrica; viene prescritto dal medico specialista quando si renda necessaria l’ispezione delle fosse nasali, del cavo rinofaringeo, della faringe e della laringe ponendosi l’obiettivo di valutare le caratteristiche e le funzionalità delle strutture anatomiche di tale distretto e di individuarne eventuali stati patologici.
La procedura è raramente dolorosa e non necessita di nessuna preparazione; l’esame obiettivo nasale e faringeo è propedeutico ad una buona riuscita dell’esame endoscopico, poiché permette di individuare ed eludere le condizioni locali che possano rendere l’endoscopia più difficoltosa (un esempio è rappresentato dalla deviazione del setto nasale, da speroni ossei, da ipertrofia dei turbinati inferiori, flogosi della mucosa).

L’esame consente di ottenere una visione diretta e accurata di distretti anatomici non sempre esplorabili in modo completo con la sola visita clinica, rappresentando pertanto un supporto diagnostico di particolare utilità nei casi in cui sia necessario approfondire sintomi persistenti o ricorrenti. Può risultare indicato, ad esempio, in presenza di ostruzione nasale, rinorrea cronica, epistassi, sensazione di corpo estraneo in gola, disfonia, tosse persistente, difficoltà nella deglutizione, reflusso faringo-laringeo, russamento o altre alterazioni funzionali a carico delle prime vie aeree. Grazie alla sua minima invasività e alla buona tollerabilità da parte del paziente, l’endoscopia rino-faringo-laringea rappresenta uno strumento fondamentale per una valutazione più approfondita e precisa del quadro clinico. Le immagini ottenute durante l’esame permettono infatti allo specialista di rilevare eventuali anomalie morfologiche, processi infiammatori, fenomeni ostruttivi o alterazioni della mucosa, contribuendo in modo significativo alla definizione del corretto iter diagnostico e terapeutico. L’impiego di questa metodica consente quindi di completare l’inquadramento clinico del paziente in maniera puntuale, orientando con maggiore accuratezza le successive indicazioni specialistiche, gli eventuali trattamenti e il monitoraggio nel tempo delle condizioni riscontrate.